Un’evoluzione radicale, quella in seno alle porte e ai cavi USB. Si partì, decenni fa, con il Tipo A, universale, valido per qualsiasi porta e qualsiasi dispositivo, che accomunava chiavette e cavi.

Si è poi passati alla versione successiva, l’USB micro-B, dalla quale i produttori di chiavette si staccarono già, e che permettevano di caricare vari dispositivi portatili senza necessità di spegnerli (funzione hot swap). Fondamentalmente, sebbene la potenza trasmissibile variasse da cavo a cavo, scambiare cavi USB di Tipo micro-B non comportava grosse problematiche per i dispositivi.

Un aspetto, questo, che ovviamente andava a svantaggio delle grosse case di produzione, che si affidavano alla qualità di un marchio per commercializzare i propri prodotti. Affidarsi ad un cavo USB di Tipo micro-B di qualità scadente non comportava danni per il dispositivo, se non in termini di lentezza di caricamento della batteria e di spostamento dei dati.

USB di Tipo C: cambia la musica

Con i nuovi cavi usb di tipo C, ovviamente, la situazione è cambiata: non solo cambia sensibilmente la potenza, ma anche la velocità di trasmissione di dati e, di conseguenza la compatibilità.

Ritorna, invece, l’universalità: dopo anni e anni di lamentele anche la Apple ha deciso di uniformare i propri cavi agli standard di mercato, adottando anch’essa cavi USB di Tipo C.

Il cambiamento maggiore, tuttavia, come si è detto, riguarda potenza e velocità di trasmissione dati: fattori, questi, che vanno a penalizzare le imitazioni e i prodotti più scadenti.

Se prima era possibile collegare uno smartphone al caricabatterie con un qualsiasi cavo USB micro-B, adesso si rischierà grosso: impiegare un cavo di Tipo C errato, infatti, può portare a danneggiare permanentemente i circuiti interni del dispositivo.

Il problema della compatibilità sarà fondamentale anche per quanto riguarda la trasmissione di dati: i vecchi dispositivi, infatti, che ancora si affidano al Tipo A o al Tipo micro-B necessiteranno di un apposito adattatore per non incorrere in problemi.

Un’altra soluzione, oltre agli adattatori, potrebbero essere le docking station USB di tipo C, meglio note anche con il nome di “prese multiple”, con un’uscita di Tipo C e molteplici altre che supportano i modelli precedenti.

Un esempio pratico: Thunderbolt 3

Un esempio pratico delle nuove possibilità offerte dai cavi USB di Tipo C è lo standard Thunderbolt 3.

Nato dalla collaborazione di Apple ed Intel, si tratta di una modifica dello standard USB che permette di trasmettere dati all’impressionante velocità di 40 Gigabit al secondo, quattro volte più veloce rispetto allo standard USB 3.1.

Il Thunderbolt 3 impiega un normalissimo connettore di un normalissimo cavo di Tipo C ma, e qui sopraggiunge il problema, non funziona con un qualsiasi cavo ma ne necessita uno compatibile, prodotto appositamente per supportare scambi ad elevata velocità.

Ogni produttore sviluppa una propria variante

Il ritorno all’universalità del vecchio Tipo A, dunque, è solo apparente: con il Tipo C le evoluzioni e le migliorie possibili a partire dallo standard sono numerosissime.

Tuttavia ogni produttore può dare luogo ad un’offerta unica, ad una propria evoluzione del Tipo C standard che non funziona che con cavi compatibili, motivo per cui diventa ancora più importante leggere attentamente tutte le indicazioni e i servizi supportati da ogni cavo prima dell’acquisto.

Sarà poi il tempo a confermare o meno una direzione univoca o la creazione di prodotti diversi tra loro che potrebbero far letteralmente impazzire gli utenti.

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